martedì 1 gennaio 2008

Buon 2008!

Forse pochi sanno che il 2008 è l'anno internazionale della patata. Madrina dell'evento, a coronamento di un decennale impegno umanitario, è stata scelta Pamela Anderson.

In linea con le celebrazioni, nel suo ultimo libro Sdraiami, il cardinale Ruini ammonisce: "L'uomo non può vivere senza amore: la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non si incontra con l'amore, se non lo esperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente". Interpellato sull'argomento, Rocco Siffredi si è trovato perfettamente d'accordo.

mercoledì 14 novembre 2007

Braille

La bruma brillante, la brezza, il Brasile.
Bruno, il bramhano brizzolato, brancola sul Brahamaputra.
Bramerebbe branzino alla brace,
Ma brulicano solo broccoli.

Il branco bruca.
Un brivido, Bruno: "Bresaola, brasato!"
Il branco bramisce.
Il brigante lo bracca, ma non è bravo.

Bruno è sulla branda, a brandelli.
E' brillo di brandy e di brut,
Ha il broncio, e brontola:
"Mi si é bruciata anche la bruschetta!!"

giovedì 8 novembre 2007

Quella topona di Paris Hilton

Universita' di San Diego, laboratorio di Neuroscienze, l'anno scorso.

IL CAPO: Jeffrey, come va la ricerca?
JEFFREY: Ehm... bene capo.
IL CAPO: Ovvero? Risultati?
JEFFREY: Beh, non ancora, ma ci sono vicino.
IL CAPO: Che vuol dire? O ce li hai o non ce li hai. Fa' vedere cosa hai fatto finora.
JEFFREY: Eh... ho lavorato coi topi.
IL CAPO: Lo fanno tutti qua! Su dai, non farmi perdere tempo, risultati!
JEFFREY: Eh, che praticamente inietto cose nei topi.
IL CAPO: Che tipo di cose?
JEFFREY: Morfina e Amaretto di Saronno.
IL CAPO: E che succede?
JEFFREY: I topi si contorcono e poi tentano il suicidio guardando Domenica In.
IL CAPO: Ma sei un sadico! E a che cosa serve?
JEFFREY: A nulla, ma in Rai sono entusiasti, qualcuno guarda Domenica In!
IL CAPO: Beh, almeno continueranno a darci fondi. Comunque questa roba non ha alcun valore scientifico. Come cavolo pubblichiamo un lavoro così??
JEFFREY: "Effects of drugs when watching pathetic TV programs"?
IL CAPO: Senti, sono tre anni che sei qua e non combini nulla! C'e' poco da scherzare, se non arrivi con risultati veri entro un anno, ti caccio! E soprattutto: siamo in un laboratorio di ricerca, che cavolo ci fa qua un calendario di Paris Hilton?!?
JEFFREY: Beh capo... serve.
IL CAPO: A farsi le pippe serve!!! Levalo subito, in laboratorio si tengono solo le cose che riguardano la ricerca!!!
JEFFREY: Ma serve per la ricerca!
IL CAPO: Ne ho abbastanza!!! Ti ho avvertito!!!

Universita' di San Diego, laboratorio di Neuroscienze, un anno dopo:

[...] i ricercatori hanno notato che dopo un'iniezione dolorosa i topi maschi passano meno tempo a leccarsi la ferita (segno utilizzato per determinare la quantità di dolore provato) se nella gabbia è presente una foto della bella ereditiera di casa Hilton.
Questo effetto, che scompare se la foto viene tolta, non è stato notato nei topi femmina. Inoltre, dalle analisi è emerso che dopo l'incontro con Paris i topi hanno livelli più bassi della proteina c-fos nella parte del midollo spinale responsabile della trasmissione del dolore. [...]

-- Elena Jemmallo, ilGiornale.it (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=218783), 7/11/2007

sabato 20 ottobre 2007

Trailer

Questa è la storia di un inquilino felice. Lo chiameremo Carlo. La sua è una storia come tante. Una di quelle storie nella quale è difficile pensare alla presenza dell'orrore.
Questa è anche la storia di una famiglia. Lui è David, felice padre di famiglia con la faccia da pedofilo in astinenza. Lei è Natalia, una vita dedicata alle dita nel naso, anche se sfortunatamente non del proprio. La loro piccola creatura ha il nome della speranza, o almeno così pensano i genitori. Si chiama Ascella. Come possa annidarsi l'orrore anche tra David, Natalia e Ascella è una domanda alla quale solo il Mago Galbusera potrebbe dare una risposta sensata.
Eppure, acquattato come una gazzella in attesa di azzannare la sua preda, l'orrore aspetta paziente. L'orrore. Lo si conosce raramente. Se ne ha un'intuizione da piccoli, nel periodo della dentizione. Tu perdi i denti, guardi tuo nonno che li perde anche lui, e temi che con te la natura stia saltando dei passaggi.
L'orrore ti segue paziente. Dà brevi accenni della sua presenza solo per godere della tua ansia. E questa è appunto una storia di piccolo orrore quotidiano.
Tutto comincia con un litigio. La povera Ascella si copre le orecchielle con le manine per evitare di sentire le urla di papà e mamma. Orecchie o no, i due decidono di divorziare.
In tutto questo, il nostro felice inquilino Carlo è ignaro dell'orrore che lo aspetta. Quando si sveglia, il primo bramito è contenuto in una lettera. Sfratto. Ignaro, sorride. "Si cambia casa, la prossima sarà ancora meglio di questa." L'orrore ride, con la tipica risata catarrosa di vecchio vedovo padrone di casa in pensione che aspetta il pollo per il suo brodo.
Questa è una storia di trasloco. L'orrore del Belgio del ventunesimo secolo. Se fosse una storia epica, sarebbe l'Odissea. Se fosse una storia comica, sarebbe Titanic. Se fosse una storia di riparazione di monumenti di guerra, sarebbe Saldate il soldato Ryan. Ma sfortunatamente è una storia vera, vera quanto l'orrore di cui è intrisa.

venerdì 28 settembre 2007

La Terra di Sotto

Avete mai giocato con un dingo? Naa, la tombola non c'entra.

Adesso scommetto che se vi dico vombato vi offendete a morte. E dire che fonti sicurissime giurerebbero sull'esistenza di un magnifico mondo ad esso intestato.

In tema di coppie di fatto, che ne pensate della simbiosi fra petauro e cacatua? Non s'ha proprio da fare?

Insomma, non siete mai stati nella Terra di Sotto? Scarsi. Arraffate alla meno peggio i vostri stracci e mettetevi in viaggio!

sabato 15 settembre 2007

I belgi al volante

There are two kinds of pedestrians... the quick and the dead.
-- Lord Thomas Rober Dewar

Quando arrivi su una mogia, cupa e piovosa mulattiera stranamente chiamata Autostrada del Sole, non c'é possibilità d'errore: puoi essere solo in Belgio. Ed è solo l'inizio.
Il Belgio è il cimitero degli elefanti dell'automobilismo. Il primo fatto che balza allo specchietto è l'assurda lentezza del traffico in città: su uno stradone a 3 corsie, le macchine sfrecciano (si fa per dire) alla smodata velocità di 40km/h. Giusto per movimentare un po' l'altrimenti noiosa routine, ogni tanto dalle viuzze di destra si immettono come saette utilitarie piene di suicidi che hanno come unico fine della vita tagliarti la strada.
Dopo i primi doverosi vaffanculo d'ordinanza, ho finalmente conosciuto la verità. In Belgio hanno pensato bene di trovare la soluzione definitiva ai problemi del traffico: la precedenza da destra a prescindere. In pratica funziona così: se qualcosa si muove alla tua destra e si dirige verso di te, fermati o sei morto. Quella cosa, che sia un tram, una macchina, una bici o una carrozzina, non farà nemmeno finta di rallentare. Ti travolgerà o si spiattellerà sulla tua carrozzeria senza speranza. E se lo fa, hai pure torto. Lo so, sembra una cazzata. In effetti, lo è. Quindi in Belgio diventa legge dello Stato.
Risultato. Nel traffico più micidiale, quando gli ingorghi fanno invidia al mio lavandino nel quale per sbaglio ho fatto cadere un divano, il belga sente il dovere morale di non muoversi finché non passa qualunque oggetto arrivi dalla sua destra. Questo porta molti alla pazzia o all'isterismo, o anche ad entrambi, ma in ogni caso non li porta mai a destinazione.
I carrozzieri, come si può immaginare, grazie alle loro tariffe orarie da far concorrenza a Cicciolina stanno diventando una casta di potentati. Non si contano più le ville di questi piccoli strozzini che tornano a casa e si levano il grasso del motore di dosso con un tuffo nella loro piscina olimpionica.

venerdì 14 settembre 2007

Memento mori

Tutto è cominciato con una delle mie solite iniziative: "Fosse l'ultima cosa che faccio, muoio." Incredibile, sono morto davvero.
La vita mi è passata davanti come un film. Banale, lo so, ma ho cominciato a preoccuparmi quando ho visto passare la scritta "Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale".
Ho visto il famoso tunnel, e proprio alla fine è arrivato il controllore e mi ha fatto la multa. Che bastardo, e dire che il treno era pure in ritardo! Poco da stupirsi, eh, era delle Nord.
In ogni caso, fra i lati positivi devo menzionare che l'annoso problema della pelle grassa si fa meno pressante, quando vai in putrefazione. Fateci un pensierino, pare che anche con la forfora faccia miracoli.
Poi nel complesso essere morto non è così malaccio. E' un po' come quando vai in un rifugio di montagna: è un casino arrivarci, ma poi non avresti mai voglia di tornare. Ecco, magari c'é una differenza: da morto è dura trovare un buon brasato di camoscio. Ma basta lamentarsi sempre, che ci si fa il fegato amaro. Devo dire però che anche col fegato amaro qua i vermi sono delle buone forchette. Fatevi sotto, ragazzi, offro io!
Ma il vero problema adesso è: ora che sono morto, che faccio? Posso essere utile a qualcosa? A far nascere un bel fiore, direbbe qualcuno. O magari una piantina. Un ortaggio. Sì, dai, un ortaggio. Basta che non sia una melanzana: non lo sopporterei. Odio le melanzane per la loro buccia viscida il cui colore ricorda il cielo di una giornata di sole a Bruxelles.
Progetti per il futuro? Mah. Non ho ancora pensato alla possibilità di reincarnarmi, perché il depliant dell'induismo non mi convince moltissimo. Al momento sembra più interessante quella religione che promette undici vergini, ma devo vedere la burocrazia. Pare che chiedano il certificato di esplosione e (mannaggia!) non ce l'ho. Vedremo.